AGLIO E CIPOLLA
Proprietà
Dose:
Preparazione:
Utilizzo:

ASSENZIO
Proprietà:
Dose:
Preparazione:
Utilizzo:
EQUISETO
Proprietà:
Dose:
Utilizzo:
FELCE
Proprietà:
Dose:
Preparazione:
Utilizzo:
NEEM
Proprietà:
Dose:
Preparazione:
Utilizzo:
ORTICA
Proprietà:
Dose:
Preparazione:
Utilizzo:
PEPERONCINO
Proprietà:
Preparazione:
Utilizzo:
PIRETRINE
Sono composti organici, estratti dai capolini di alcune specie di piante della famiglia delle composite,
appartenenti al genere chrysanthemum, che crescono nei Paesi tropicali. Sono utilizzate per la preparazione del piretro.
Proprietà:
Tossicità:
Tempo di sicurezza:
POMODORO
Proprietà:
Dose:
Preparazione:
Utilizzo:
QUASSINE
Le quassine costituiscono il principio attivo insetticida, estratto dal legno quassio, ottenuto da diverse specie di alberi dei paesi tropicali come la Quassia amara, Pricosma excelsa e P. quassoides .
Proprietà:
Dose:
Preparazione :
Utilizzo:
Tossicità :
Tempo di sicurezza:
ROTENONE
Estratto dalle radici di alcune leguminose tropicali agisce per contatto e per ingestione, svolgendo un'azione più lenta ma più energica del piretro, nei confronti del quale ha una maggior persistenza.
Proprietà:
Tossicità:

TANACETO
Proprietà:
Dose:
Prepazione:
Utilizzo :
LITOTAMNIO
Proprietà ed utilizzo:
PREPARAZIONE DEI FITOTERAPICI VEGETALI
E' consigliabile raccogliere le piante meglio esposte alla luce solare che, in genere risultano essere più vigorose e sane di quelle che crescono all'ombra. Effettuare la raccolta nella tarda mattinata o durante il pomeriggio. Per facilitare l'essicazione è necessario poi spezzettare le piante e porre su di una superficie che permetta il passaggio dell'aria dal basso verso l'alto. Le piante così preparate vanno poste in un luogo arieggiato mai direttamente al sole o a temperature superiori ai 25-30°C. Non bisogna mai esagerare nella stratificazione delle erbe messe a essicare per evitare la formazione di muffe. Una volta essicate, le piante vanno poste in un locale asciutto e in contenitori di carta,di stoffa, cartone o legno, in modo di assicurare la necessaria traspirazione.
Macerato
Con questo procedimento si affida all'acqua la possibilità di estrarre i principi attivi fitoterapici.
Il liquido ideale per tutti i preparati è l'acqua piovana o l'acqua di fonte.
Per la fermentazione bisogna scartare qualsiasi contenitore metallico o in vetroresina scegliendo quelli in materiale plastico, cemento, terracotta o legno. Il contenitore di fermentazione non deve mai essere chiuso ermeticamente il macerato va mescolato almeno una volta al giorno. Il preparato può essere utilizzato appena il liquido diventa scuro e non da più luogo di formazione di schiuma (1-2 settimane) per la cessazione della fermentazione. Per ridurre l'intenso odore emanato dal liquido di fermentazione è opportuno aggiungere una manciata di polvere di alghe di litotamnio o di bentonite.
Infuso
Per preparare l'infuso bisogna evitare di far bollire le piante. Versare, sulle erbe raccolte, l'acqua bollente necessaria e, quindi, lasciare macerare per 24 ore .
Decotto
Le erbe si pongono a bagno, in acqua fredda, per circa 24 ore. Il tutto viene poi riscaldato a fuoco lento per circa20-30 minuti, a seconda della legnosità delle piante utilizzate.
Estratto
Si lasciano macerare le piante per 3 giorni, in acqua a temperatura ambiente e quindi, si filtra. Industrialmente i principi attivi fitoterapici vengono estratti in alcool, con conseguente maggior efficacia del prodotto.
Modalità di distribuzione
Per aumentare l'adesività dei preparati irrorati sulle piante, risulta efficace l'aggiunta di bentonite e sapone di Marsiglia che rallenta l'azione dilavante della pioggia. Tranne il decotto e l'infuso di equiseto, che vanno distribuiti in pieno sole, tutti gli altri preparati vanno irrorati nelle ore più fresche della giornata e preferibilmente al tramonto. Per aumentare l'efficacia dei trattamenti a base di vegetali , caratterizzati da bassa concentrazione dei principi attivi, debole persistenza e rapida degradazione, è opportuno intervenire con grande tempestività nel momento più favorevole all'eliminazione dell'agente parassitario.
Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo I fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici…
Henry David Thoreau - Walden ovvero la vita nei boschi